Altro che rivoluzione: per la Lega, di verde, c’è solo “Romagna mia”

Col PIL sceso del 21%, under-cinquantenni costretti a chieder indietro la paghetta ai figli e un governo che vorrebbe nominare commissari per controllare l’operato dei ministri, nel Parlamento infiamma la diatriba musicale.

Tra chi vuole santificare “Bella Ciao” quale inno semi-nazionale (con attenzione ai riferimenti patriottici) e chi lo relega a simbolismo negazionista delle infoibazioni titine, un simpatico gruppetto di amici propone un disegno di legge destinato a suscitare ilarità.

I deputati leghisti Morrone, Bazzarro, Billi, Covolo, Fiorini, Iezzi, Lucchini, Potenti , Tonelli, Valbusa e Zoffili, mentre l’italia va a rotoli e impazza il discorso sul Mes, chiedono alla Camera di riconoscere “Romagna Mia” quale espressione popolare dei valori fondanti della Repubblica oramai sempre meno “in fiore”.

ONOREVOLI COLLEGHI ! – La canzone « Romagna mia », una delle canzoni italiane più
note nel mondo, è stata scritta più di cento
anni fa ed, esattamente, il 1° aprile 1906.
La sua musica conserva ancora oggi un’energia e una melodia che hanno un impatto
fortissimo sul pubblico e che restano impresse nella memoria e nelle emozioni di
ciascuno di noi, oltre a essere una garanzia
per gli « addetti ai lavori » che assicurano la
sopravvivenza di questo genere musicale e
a rappresentare uno spunto importante sia
per gli artisti che provengono da altri generi musicali sia per le nuove generazioni.
I primi messaggeri della canzone « Romagna mia » sono i turisti, che la diffondono
nel mondo, che ne parlano, la ascoltano e
la fanno ascoltare ad altri
.

La volontà parrebbe esser quella di riconoscere anche “Romagna Mia”, in affianco a “Bella Ciao”, per non politicizzare la musica studiata nelle scuole reputata troppo di sinistra.

Di seguito, il testo integrale, con tanto di articoli 1 e 2.