Buon sangue non mente

Tutto inizia nel sangue, elemento igneo che, muovendosi sotto la pelle, tra i tessuti, nei muscoli e negli organi, crea una rete di sottili connessioni nell’organismo e ne guida le azioni. Il sangue è vita, fertilità, forza e salute.


È nel sangue che si riversa tutto il nostro nutrimento ed è nel sangue che si diffonde ogni forma di intossicazione. Non possiamo, per questo, circoscrivere ogni malattia a un singolo distretto organico, a un organo o a un apparato. Ogni bravo medico lo sa. E le patologie del fegato, dei reni, dei polmoni, del cervello, non arrivano per sfortuna o per opera “de lo dimonio“. Giungono a una manifestazione, a un esordio, se si sceglie di introdurre principi attivi dannosi o alimenti nocivi nel proprio organismo. Ognuno li tollera diversamente, reagendo al danno a seconda della propria natura. D’altra parte le analisi del sangue rivelano quasi tutte le patologie, dalle malattie renali o epatiche all’infarto o alle malattie reumatiche.

Quello che non viene rilevato dai valori ematologici é lo stato di infiammazione subclinica, quindi latente, spesso caratterizzato da affaticamento e stress ossidativo. E i fattori che supportano questo stato infiammatorio sono prodotti soprattutto dal tessuto adiposo, per cui, più si é in sovrappeso e maggiore sarà il carico infiammatorio sulle funzioni organiche e vitali.

Se avete compilato rigorosamente il vostro diario alimentare in questi giorni di feste – come vi avevo consigliato nell’articolo precedente “Protocolli medici e nutrizionali: scienza o mito?” – , vi sarete accorti degli eccessi che hanno accompagnato le serate con parenti e amici. Quegli errori alimentari hanno indebolito il vostro corpo, tenendolo costantemente in uno stato di malessere e di infiammazione generale. E l’infiammazione sottrae energia, fa invecchiare prematuramente – ricordatelo finché siete giovani e affascinanti e ci tenete a conservare il vostro aspetto – e vi espone a un rischio maggiore di contrarre infezioni e influenze, abbassando le difese immunitarie. D’altronde non si può chiedere troppo a un corpo che, nella sua storia evolutiva, non ha ancora avuto il tempo di adeguarsi ai vizi della società moderna.

Ma quali sono gli errori alimentari più diffusi durante le feste? Sicuramente gli aperitivi, le apericene, gli aperipranzi, sono tra i peggiori: dovrebbero, almeno, consentire una maggiore varietà di pietanze, come verdure crude o cotte al forno con qualche spezia, pesce marinato, uova, piccole porzioni di legumi o di riso nero con ortaggi, porri, carote o noci e altri semi oleosi. Non si tratta di prodotti costosi, ma i consumatori, in questo modo, sarebbero chiamati a modificare le loro abitudini e, si sa, non c’è cosa più difficile di questa.

Passando ai pranzi e alle cene delle feste, si dovrebbe iniziare con verdure e non con farinacei, affettati e formaggi – che tanto mangiate in modo sconsiderato ogni giorno dell’anno. Le verdure inducono sazietà e aiutano a contenere i picchi di glicemia. Poi si dovrebbe optare per porzioni ridotte di primo e più abbondanti di secondi, magari arricchiti con spezie e semi (lino, papavero, chia, zucca) che regalano al vostro organismo preziosi acidi grassi polinsaturi con funzione antinfiammatoria. E, nei secondi, non usate sempre gli stessi soliti quattro pesci – non è possibile: non dovete nemmeno pescarli voi! – visto che, ormai, nelle pescherie e nei supermercati si trova di tutto.

Bevete moderatamente, ma senza dare la colpa all’alcool di tutto, soprattutto il primo dell’anno.
Se avete superato indenni il secondo evitate la frutta perché non vi aiuterà a digerire e andrà solo ad affaticare il fegato e ad aumentare il carico glicemico del pasto.
Siate moderati con i dolci preferendo croccante di mandorle, brutti ma buoni o dolci secchi senza creme e ricotta.

Se vi sentite troppo affaticati nella digestione o troppo pieni, saltate gli altri pasti. Certo: la colazione è importante, ma non se state ancora digerendo 4 kg di pasta al forno o di ravioli o di frittura di pesce del giorno prima.

Ricordate di limitare gli abusi alimentari a pochi giorni e a non prolungarli per tutte le vacanze, per non ritrovarvi, dopo l’Epifania, con problemi cardiovascolari, infiammazioni sistemiche o problemi intestinali vari.


Già vi vedo, a metà gennaio, aggirarvi per le strade, nei vostri uffici, con tosse, mal di gola, affanno, chili di troppo, gonfiore addominale e doloretti vari, a sognare ancora i fusilli al ragù o i cotechini del Cenone di Capodanno. Rinunciate a queste miserie e scegliete la salute: vi renderà più attivi, produttivi e vitali.
Lasciate che il vostro sangue trasporti nutrienti e ossigeno e non prodotti tossici.

Tutto inizia nel sangue e tutto ritorna nel sangue.

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