Cause covid. Vecchi: “Cosa fare? Ascoltate le parole della dott.ssa Coccia”

Ascoltando questo ottimo e circostanziato intervento della dottoressa Cristina Coccia sulle cause covid, vengono spontanee alcune considerazioni, libere e oggettive, frutto di apprendimento dall’analisi di chi lo fa per missione e passione.

Covid, mortalità e patologie regresse. Piuenne. Diretta della dottoressa Coccia, biologa, nutrizionista e saggista

Tralasciando ed evitando la narrazione spettacolarizzata di televisioni e media mainstream in genere, emergono alcuni punti incontrovertibili che ogni osservatore, dotato di un minimo di capacità di rielaborazione può essere in grado di cogliere.

I virus variabili e mutanti, nella fattispecie il Sars-Cov-2, sono tali per definizione. Le varianti si conoscono da mesi e mesi.

Il vaccino non va agire sulle cause scatenanti la gravità, per fortuna con un’incidenza millesimale. Ipertensione, diabete, sovrappeso, malattie neurologiche le maggiori responsabili dell’aggravarsi di una sindrome influenzale sì più forte ma pur sempre appartenente a tale fattispecie.

In Italia l’approccio del volgo, inebetito dalla televisione, suona come un affidarsi alla Provvidenza (il vaccino panacea di ogni male) di verghiana memoria, anziché fare leva su errati usi e costumi, soprattutto alimentari, sin dalla tenera età.

I dubbi

Nessun piano pandemico esistente, ma soprattutto manco l’ombra di protocolli nazionali su corretti regimi alimentari. Anzi, il mercato promuove e sponsorizza ‘cibo spazzatura’, in fast food, centri commerciali, ipermercati, sagre paesane, eccetera.

Venti anni ci vogliono per poter agire in modo sostanziale; invece ci si ritrova con una popolazione mediamente bolsa. La fascia di età 4 – 16 anni, periodo in cui lo sviluppo corporeo e fisiologico darà un imprinting permanente nel futuro, è ancora peggio, con diffusa obesità e incapacità motorie.

Per questi ed altri motivi, l’approccio politico – scientifico in Italia è stato, è e sarà, completamente errato, inverando ipocondria e credenze che nulla di positivo apportano. Smettere di vivere per non morire è un ossimoro.

Cosa occorreva fare?

Gerarchicamente e militarmente c’era una soluzione: mettere al riparo e al sicuro quelle fasce (di cui sopra) a rischio. I medici di base e il SSN dovrebbero avere le cartelle cliniche e la situazione di salute di ogni assistito.

L’incutere paure abbassa le autodifese, così come proibire l’aria aperta, le attività fisiche e la socializzazione. Oltre ad adottare protocolli di cura conosciuti da 40 anni, ma qui andremmo in un altro ambito che riguarderebbe tradimenti vari al Giuramento di Ippocrate.

Allo stesso tempo ci voleva un riserbo da parte dei media sulle cause covid, che – per motivi di sicurezza nazionale e per non generare procurato allarme – dovevano solo che tacere la narrazione catastrofista non veritiera, stante i reali numeri riportati dagli organi competenti.

Sì, vi sono più virus, alcuni danno epidemia e pandemia (seppur non gravemente), altri infodemia, la cosa più pericolosa.

Pubblicato da Emanuele Vecchi

Ciclismo dagli 8 ai 18 anni; Ufficiale Esercito Italiano per 3 anni, con grado di Tenente (Capitano Riservista); Assistente Turistico per noto Tour Operator; Collaborazioni da pubblicista con giornali locali (Marche); Competenze Professionali: 'Personale e Organizzazione - Relazioni Industriali', Controllo di Gestione, Commerciale e Coordinamento Rete Vendita Indiretta, Consulente Aziendale in Finanza Agevolata, Bandi e Contributi Pubblici, Organizzazione Reti Commerciali ed Export. Master 2° livello in Marketing. Spagnolo "Avanzado" C1, Inglese "Upper Intermediate" B2; Corso da Sommelier 1° livello (base).

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