City of God quasi da eccellenza. Consigliatissimo anche Clocker, deludente The Quiet

“City of God” (2002) voto: 8+

Sontuosa trasposizione cinematografica del romanzo di Paulo Lins. La cidade de Deus come snodo dell’infanzia e dell’adolescenza di una varietà di personaggi, tra violenza, armi e droga, raccontata, con sovrapposizioni di soggettive, dal punto di vista di chi ci si ritrova in mezzo suo malgrado. Il contesto è quello di un “Gomorra” in versione favela. Belle similitudini con i migliori gangster-movie.

“Clockers” (1995) voto: 7,5

Per chi scrive, uno dei migliori e maggiormente sottovalutati lavori di Spike Lee. Attorno ad un fatto di cronaca nera vengono raccontate le storie di un pusher (Mekhi Pfifer), del suo capo (Delroy Lindo) e dell’ambiente dello spaccio di crack nel ghetto di New York. La coppia di investigatori è d’eccezione: Harvey Keitel & John Turturro!

“Arlington Road – L’inganno” (1999) voto: 7+

Un caparbio Jeff Bridges si imbatte in una cospirazione terroristica. Spoiler: finisce male? Persino peggio. Evidenti i richiami a certi fatti di sangue della storia recente degli Stati Uniti, in particolare gli assedi di Ruby Ridge e di Waco e l’attentato di Oklahoma City.

“Il dubbio” (2008) voto: 7

Gara di bravura tra l’eccelsa Maryl Streep e il mai troppo compianto Philip Seymour Hoffman, in un adattamento cinematografico dell’omonimo dramma teatrale del regista John Patrick Shanley. Dialoghi e recitazioni superbi.

“The quiet – Segreti svelati” (2005) voto: 4

Con Elisa Cuthbert e Camilla Belle. Tratta di abusi sessuali in famiglia. L’abuso più grave però è definirlo un film.