Coca-Cola sostituirà le bottiglie di plastica, ma il primato negativo è il suo

Una delle tematiche maggiormente in voga nel linguaggio ecologico-politico inerisce allo smaltimento dei rifiuti. In Italia, la situazione sfiora il dramma tra narrazioni criminali ed ecoballe non sempre smaltite in maniera lecita.

Ne sa qualcosa la Terra dei Fuochi in cui, solo poche settimane fa, come ben riportato dalle principali testate di zona tra cui Caserta News, le forze dell’ordine hanno sequestrato un’area di ben ottomila metri quadri a un imprenditore della zona. Si stima, difatti, che circa duemila metri dei suddetti siano una discarica abusiva.

Il bassissimo costo di produzione e la possibilità di riutilizzo del materiale plastico rende il materiale particolarmente ambito dalle aziende produttrici che sovente preferiscono lo stesso ai più elaborati materiali naturali, come il legno, soggetti non solo a maggior deperimento naturale, ma anche a costi di produzioni più elevati. Si pensi, ad esempio, che per assemblare una cassetta di legno adoperata nei mercati ortofrutticoli servano legname ad hoc, colle e materiali da ferramenta, e manodopera. Una cassetta di plastica invece necessita di uno stampo, e un lavoratore ne produce a centinaia ogni giorno, sulla catena di montaggio.

Insomma, se da un lato i costi di produzione sono bassi, di certo non si può dire lo stesso per l’impatto ambientale. Una semplice bottiglia di acqua piccola inizia il processo di biodegradazione dopo duecento anni circa. Plastiche più complesse, soprattutto laddove vi sia anche l’aggiunta di altri materiali chimici, persino dopo mezzo millennio.

I movimenti ecologisti si son da subito scagliati contro determinate multinazionali, come la The Coca-Cola Company o la Pepsi, che risultano essere le maggiori produttrici di plastiche. Il loro prodotto – la cola – è tra le maggiori usate al mondo. Si stima che la sola Coca-Cola venda al giorno la bellezza di 1,8 miliardi al giorno.

Su una popolazione mondiale di 8 miliardi, quasi un quarto, quotidianamente, usa la Coca-Cola, tra danni incredibili alla salute – e per questo le compagnie stanno elaborando nuovi prodotti un po’ meno dannosi delle bevande classiche – e all’ambiente.

La Coca-Cola Company però ha abbracciato la lotta alla plastica, riducendo drasticamente la produzione sostituendola con le vecchie classiche bottiglie di vetro e le famose lattine di alluminio. Entro il 2030 l’azienda statunitense che ha scritto pagine indelebili della storia del mondo moderno o contemporaneo ambisce ad avere il 100% di prodotti biodegradabili, così da aiutare l’umanità nella sua lotta per sempre più richiesta di salvaguardia di Madre Natura.

Ciononostante, i recenti dati statistici dimostrano come la The Coca-Cola Company, assieme alla Pepsi, detengano ancora il record di bottiglie di plastica usate, con circa 400mila rifiuti rinvenuti su spiagge, sentieri di montagne e viottoli di campagna, gettati lì dai soliti incoscienti ignari degli effetti gravosi che la plastica avrà su quei cibi che, prima o poi, finiranno anche sulle loro tavole.