Codice identificativo sui caschi della polizia. Ancora poche firme per la petizione contro i soprusi. Ecco dove firmare

Mancano circa 450 firme alla petizione lanciata da Amnesty International per richiedere il codice identificativo sul casco delle forze di polizie di ogni ordine e grado.

Lanciato a febbraio 2020, la petizione ha come scopo l’arginare i casi di soprusi che sovente vengono denunziati dai manifestanti.

Diciannove anni dopo il G8 di Genova del 2001, molti dei responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani commesse in quell’occasione sono sfuggiti alla giustizia, restando di fatto impuniti. In parte, il motivo è legato all’impossibilità di identificare gli esecutori materiali da parte dell’autorità giudiziaria. – recita l’apposita pagina, raggungibile pigiando qui – La richiesta è quella di esporre un codice identificativo alfanumerico sulle divise e sui caschi per gli agenti e i funzionari di polizia (senza distinzione di ordine e grado) impegnati in operazioni di ordine pubblico. Ciò avrebbe un duplice effetto di trasparenza: verso i cittadini, che saprebbero chi hanno di fronte, e a garanzia di tutti gli agenti delle forze dell’ordine che svolgono correttamente il loro servizio”

Molteplici i casi. Si ricorda per esempio anche il caso di Paolo Scaroni, tifoso del brescia, reso totalmente invalido a seguito d’un violento pestaggio dalle forze di polizia.

Clicca qui per firmare la petizione.

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