Coronavirus, vietato associarsi: l’ambigua norma che rischia di far crollare la democrazia

Sarà un Natale di restrizioni logistiche. In attesa che ci impongano di non andare a trovare i nostri vecchi, abbandonandoli alla tristezza d’un ricordo che forse mai più sostituiranno, qualcuno inizia a ricordare. Ricorda, ad esempio, che questo continuo legiferare violi l’usus, consolidato da tempo, di dar modo alla popolazione di ricepire il contenuto di una norma.

Sì, perché nel processo di formazione della norma, la conoscenza è fondamentale per motivare l’ignorantia legis non excusat. Ma Conte e cricca non lo sanno. Il che è grave per un professore del suo calibro assurto improvvisamente a celebrità nazioanle sebbene nessuno lo conoscesse.

Come se non bastasse, sfogliando quell’insieme di norme che i grillini tanto decantavano ma che mai lessero, alias “Carta Costituzionale”, spunta un curiosissimo articolo. Il diciottesimo.

“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale” recita il primo comma. Pare abbastanza evidente anche a un analfabeta parlamentare che la il Costituente evitò di definire cosa intendesse con “associazione”, proprio per garantire i diritti di cui ci si bardò la bocca nell’iniziale leggiucchiata dell’articolo due.

La norma pone dei divieti. Il primo è l’associazionismo per la commissione dei reati. Associazioni eversive, terroristiche e delinquenti sono pertanto proibite. E fin qui ci veniva incontro pure il diritto penale nonché il buon senso.

Ma il secondo comma è disarmante: “Sono proibite le associazione segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Vi ricordate tutti quei gruppi degli anni Settanta? Ecco, erano anticostituzionali. Ma c’è di più, molto di più.

La norma in questione non vieta la libertà di riunione né individua deroghe, peraltro impossibili se non in presenza di norma di rango superiore (e non ne esistono nella gerarchia delle fonti, con buona pace degli unioeuropeisti sfegatati) o in caso di apposita espressione in uno dei commi dell’articolo costituzionale che consente l’intervento eventuale di una norma primaria.

Insomma, è da un anno che permettiamo ai DPCM di violare la libertà strumentale di riunione che, in gran parte, coincide con quella di associazionismo.

Perché i costituenti pensarono a ‘sta cosa? Beh, perché si riteneva l’associazione essere il momento par excellance dello scambio di idee tra i cittadini, fondamentale per la giustificazione della repubblica democratica.

Ma se manca l’associazionismo, qual è la differenza tra la democrazia e la dittatura?