Coronavirus: nelle zone gialle si fa la fila per le prostitute. E aumentano le orge

La pandemia da coronavirus e i continui DPCM non sembrano aver destato preoccupazioni in coloro i quali morirebbero senza sesso. È quanto emerso da un servizio delle Iene: alcuni italiani non si arrendono per davvero.

Sebbene le restrizioni, in molti perseverano nel fare gang bang, le ammucchiate di gruppo in cui è possibile concedersi a perfetti sconosciuti. Paura del Sars-Cov-2? Manco a dirlo.

Partecipare è molto semplice. Basta sborsare la cifra di cento euro e ci si vede in un determinato luogo, lontano dagli occhi delle forze dell’ordine.

Il servizio in realtà mette in luce ben altri problemi. Che “trovata la legge, trovato l’inganno” è cosa vecchia. E poco importa se l’inganno in questione sia una violazione, certi settori di mercato vanno avanti lo stesso.

L’aspetto realmente curioso è che, stando a una interessante denunzia del Corriere Adriatico, questo susseguirsi di notizie sulle zone colorate abbia reso la comunicazione del tutto confusa, al punto che in molti avrebbero deciso di comportarsi – e non solo nelle orge – come se non vi fosse alcuna restrizione.

Addirittura si evidenzia che, dopo il lockdown generale, il passaggio immediato alla zona gialla, e quindi alla libertà di spostamento, abbia fatto riprendere in positivo i consumi nel mercato della prostituzione, con clienti addirittura colti a fare la fila in auto per accaparrarsi l’ambita performance sessuale.