Denunciato per non averle chiesto di sposarsi. Gli uomini rischiano di essere ‘cornuti e mazziati’

Secondo quanto riportato dal sito zambiano Tuko, una ventiseienne locale ha citato in giudizio l’ex fidanzato reo, secondo la sua denunzia, di non averle proposto il tanto ambito matrimonio.

La storia ha dell’inverosimile: la giovine ha chiesto al tribunale di sentenziare contro il fidanzato ventinovenne per poi potergli chiedere il risarcimento danni per aver sprecato preziosi anni della sua vita dietro di lui.

Il giovane si è difeso in tribunale facendo notare che avesse tutte le intenzioni a contrarre il matrimonio, ma che non potesse non possedendo le adeguate somme di danaro atte a pagare una nuova casa e una emancipazione dei due. Inoltre il giovane è stato accusato dalla ex di esser mammone in quanto, a 29 anni, è pressoché assurdo che si venga mantenuti da mamma e papà.

Il tribunale ha dato sentenza di non luogo a procedere mancando molti elementi fondamentali per la celebrazione del processo. Ma ciò che risulta curioso è che, mentre in Africa a 29 anni si è l’eccezione laddove ancora residenti coi genitori, in Occidente, e in Italia, è la norma.

Balza all’occhio inoltre come molti movimenti femministi abbiano ripreso la notizie, in un vacuo tentativo di trarne qualche spunto per permettere a certune di motivare ulterioriormente l’eventuale richiesta di alimenti e mantenimento ai poveri ex.

In Italia, la situazione è particolare ma non meno drammatica. Se da un lato vige la totale libertà matrimoniale di contrarre o meno l’accordo, dall’altro v’è una normativa ad hoc circa gli sponsali.

Se infatti i futuri coniugi si promettono reciprocamente di divenir tali, in caso di mancata contrazione del matrimonio, il promittente che si rifiuti di eseguire la promessa senza giusto motivo è obbligato a risarcire il danno la controparte.

Se il mancato coniuge ha eventualmente tradito con qualche scappatella, inducendo l’altro a venire meno alla promessa per motivi di corna, non essendo da tempo configurato simil reato nel nostro ordinamento, il cornificatore può persino richiedere la restituzione dei doni in ottimo stato.

Insomma, cornuto e beffato.