Droga e alcol si curano con la Genesi: ecco l’ibogaina, alcaloide dell’Albero della Conoscenza

“E Dio impose all’uomo anche questo comando: «Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all’albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai certamente dovrai morire” – Genesi 2,16

Scoperta casualmente nei anni Sessata, l’ibogaina parrebbe esser tornata di moda tra i biologi. I suoi effetti benefici sono noti da molto tempo ma, per una serie di motivazioni per lo più attinenti al mondo politico, sono stati sempre celati.

Deriva dall’albero africano del tharmanante iboga, e venne spesso adoperata – sperimentalmente s’intende – per curare le dipendenze da eroina. Si notò difatti che la sua somministrazione ai pazienti affetti da dipendenza dalla sostanza ne permettesse l’interruzione della dipendenza, per giunta senza effetti collaterali.

L’albero è altresì noto in Africa come l’Albero della Conoscenza e, a detta di molti storici, sarebbe quello cui si fa riferimento proprio nella Genesi.

L’alcaloide viene adoperato non solo per la dipendenza da eroina ma anche da anfetamine, cocaina, crack e alcol. Francia e Canada tra i suoi maggiori sostenitori, oltre ovviamente ai Paesi di origine dell’albero tharmanante iboga come Costa d’Avorio, Brasile e Sud Africa.

Si ritiene che l’uso della ibogaina permetta, durante la somministrazione, di avere visioni allucinogene. In passato qualcheduno parlava di aver rivisto esattamente i momenti in cui entrò in contatto con le sostanze tossiche, altri invece hanno parlato di vere e proprie visioni mistico-sciamaniche.

Ciò che è evidente è che effetti collaterali non siano maggiori di quelli provocati dagli agenti tossici introdotti nell’organismo. Non si capisce per qual motivo sia stata accantonata negli anni passati ma ora che impazza la discussione sulla liberalizzazione della marjuana qualcheduno ha rilanciato il tema “ibogaina”, ponendo l’accento sempre su taluni eventuali interessi celati di determinate case farmaceutiche.