Io, Lao Tzu, Eros e Tao

Quando lessi per la prima volta il “Tao Te Ching” di Lao Tzu, Il Libro della Via e della Virtù, avevo 25 anni.

Ultimata la lettura, scrissi sulla prima pagina: “E’ una filosofia stupefacente. Un modo di pensare di una semplicità disarmante. Ha cambiato il mio modo di vedere le cose”. E lo confermo, dopo averlo analizzato ed approfondito. Per questo ti dico che è un libro che non può mancare in una biblioteca seria.

Lao Tzu tratta di concetti fondamentali come “Vuoto”, come “Non-Azione”, come “Flessibilità”, ma niente, o quasi, riguarda l’Eros, o comunque sembra rimandare ad un rapporto tra Tao ed Eros.

Finchè un giorno, per caso, mi imbatto in uno scritto dal titolo “Su Nu Ching”, Il Libro della Fanciulla Semplice, che scopro essere stato scritto nientepopòdimenocchè dalla dea Su Nu durante l’era mitica dell’Imperatore Giallo, e che risulta essere il libro base della sessuologia taoista.

Secondo la leggenda, le tre divinità sorelle Su Nu, Xuannü e Cai Nu, furono iniziate dall’Imperatore Giallo ai piaceri erotici, praticandoli fisicamente con lui e tra loro. Poiché Su Nu era quella più sensibile delle tre, nonché quella che sapeva scrivere meglio, volle donare ciò che aveva imparato agli esseri umani.

Lo scritto si può dividere in due parti: la prima parla del rapporto sessuale in sé, e consta di 24 “trucchi” divisi in “sette perdite”, “otto benefici” e “nove metodi”; la seconda parla di quelli che potremmo definire “preliminari”, partendo dalla capacità di sedurre e continuando con i “cinque segni, cinque desideri e dieci movimenti”.

Una sorta di Kama Sutra cinese, che descrive, in modo semplice, posizioni sessuali, precauzioni sanitarie, possibili danni per il corpo e per la mente, abilità amatorie, psicologia maschile e femminile, stagioni migliori per godere meglio e persino metodi di gravidanza.

Sessuologia taoista… Mah…. vado a rileggermi attentamente il Tao Te Ching e noto che in molti aforismi Lao Tzu fa intendere la pratica sessuale come un qualcosa di deleterio, parlando di desideri fatui legati ai sensi e di sofferenza causata dal piacere, finché non trovo uno scrigno all’aforisma 28:

Conoscere il mascolino e tuttavia afferrarsi al femminile significa essere il ventre del mondo. Se sei il ventre del mondo e non ti distacchi mai dall’eterno potere del Tao, ridiventerai come un infante, immortale

e la chiave che lo apre all’aforisma 55:

Chi è pieno di Virtù è come un neonato […] Non conosce ancora l’unione tra maschio e femmina ma i suoi organi sono colmi di vitalità

A ben vedere, Lao Tzu non condanna l’eros in sé, bensì il modo attraverso il quale, troppo spesso, l’essere umano “degrada” l’eros.

Le pratiche erotiche di Su Nu, infatti, avevano lo scopo di offrire grandi benefici agli amanti, fino alla possibilità di raggiungere l’immortalità. Come? Non sprecando sperma.

Mi spiego meglio. Alla base di questa teoria c’è la correlazione tra due elementi: il “qi”, l’energia interna contenuta in ogni essere vivente, e lo “jing”, l’essenza vitale indispensabile al funzionamento del corpo. Più “jing” si perde, ad esempio attraverso eiaculazioni “disordinate”, meno energia vitale “qi” si riesce a conservare, portando il corpo ad un invecchiamento precoce, alla malattia ed all’affaticamento.

Ma come si fa a raggiungere il godimento massimo evitando di eiaculare?

Gli déi offrirono agli umani una “possibilità” (…chi è pieno di Virtù…) e colui che è in grado di “attuarla” mantenendosi puro (…come un infante che non conosce l’unione…) riesce a “rimanere eretto a volontà, senza perdere liquido divino” (…i suoi organi sono colmi di vitalità…) mentre l’essenza vitale, finalmente libera dalle condizioni imposte dalla natura, “non cade ma ascende, nutrendo il cervello” (…ridiventerai immortale…).

Tempo fa un matto mi raccontò una strana storia: c’era una volta un serpente di nome Kundalini, che dormiva tranquillo nel paese di  Muladhara ma che, una volta desto, doveva raggiungere assolutamente il paese di Sahasrara.

Boh… io con la geografia non ci ho mai capito niente… però, se vuoi, puoi andare a visitare questi luoghi, ma fai attenzione…potresti non volere mai più tornare indietro…