Sacrificio e Dolore per la Purificazione: quando Krishna succhiò il capezzolo di Putana

Nel Vishnu Purana, testo sacro hindu che racconta le gesta del dio Vishnu, si narra che la demonessa Putana, “assassina di bambini”, fu mandata da Kamsa, malvagio zio di Krishna, ad uccidere il piccolo avatara del “dio che preserva”.

Putana assunse la forma di una femmina giovane e bella, tanto bella da stordire Yashoda, madre di Krishna, e da convincerla ad affidargli il fanciullo per poterlo allattare.

Spalmatosi del veleno sul capezzolo, avvicinò il piccolo al seno e lo fece succhiare, ma Krishna succhiò tanto intensamente, stringendole i seni con tanta forza, che Putana cominciò letteralmente a “prosciugarsi”.

Durante l’avvizzimento, il corpo di Putana cominciò a trasformarsi, ritornando alla forma demonica originaria; il mostro pregò il dio di staccarsi, ma Krishna continuò a succhiare fino ad ucciderla.

Gli abitanti del villaggio accorsero, sentendo le urla di dolore della femmina, ma scoprendola nella sua forma malvagia la tagliarono a pezzi e la bruciarono. Krishna fece in modo che quelle fiamme purificassero Putana da tutti i suoi peccati, e la beatificò come sua seconda madre.

La prima volta che ho letto questa storia ho pensato: “Ma questa Putana era proprio una Puttana!>>, e poi mi sono detto: <<Che strana assonanza….Putana e Puttana….“.

Dal punto di vista etimologico, la parola “Putana” deriva da “Put” (virtù) e “na” (no), dunque un essere “non virtuoso”, così come il sostantivo femminile “Puttana” deriva dal francese antico “Pute” che significa “donna non virtuosa”; in sanscrito “Putana” significa “putrefazione”, e la “Pute” francese deriva dal latino “Putidus” che vuol dire “puzzolente”.

Vabè dai, non ci vuole tanto a comprendere che la “radice” è una, e collega la Francia all’India, il sanscrito al latino.

Ma quello che mi fa pensare è altro: se Putana è una strega senza virtù, mortifera e puzzolente, perché Vishnu la purifica e ne fa addirittura una seconda madre? E ancora: possiamo essere, noi beceri moralisti, così severi nei confronti della Puttana, condannandola senza appello?

Simbolicamente Putana rappresenta il caos, la natura instabile della femmina priva di virtù; costei uccide bambini in quanto non può farli nascere a causa del suo “abito”.

Ma Krishna, in quanto manifestazione di Vishnu che, non dimentichiamolo, è la divinità che mette in ordine e protegge la creazione, rappresenta quel figlio di cui Putana ha bisogno per purificarsi.

Krishna, succhiando al seno, priva Putana del veleno della sua vita disordinata, la mette di fronte ad uno specchio, facendole vedere che quella bellezza che stordisce nasconde un mostro, uccide il male che è in lei, purificandola attraverso il dolore, ed infine la beatifica, facendole provare la bellezza della maternità.

Nel Krishnavatara, Putana dice a se stessa: “Porta questo adorabile ragazzo al tuo seno. Sei una donna malvagia e miserabile. Non hai mai visto gioia prima, gioia che eccita tutto il tuo corpo e la tua mente follemente“; resasi conto di quanto sporca sia la sua esistenza, accetta di morire come Puttana e di rinascere come Madre, sacrificandosi completamente al figlio adottivo: “Ti do tutto, mio ​​amato figlio … io sono tua“.

In quasi tutti i testi hindu che parlano di questa vicenda, il titolo non è “Uccisione di Putana”, bensì “Liberazione di Putana”.

Adesso mi rivolgo a chi legge. Hai a disposizione tutti gli strumenti per “trasportare” questo racconto ed il suo Simbolo nella quotidianità; puoi comprendere come un “miracolo” possa trasformare una Puttana in una Santa, una Femmina in Donna. Niente è facile, Niente è difficile, Niente è Non-Possibile se…e solo se….

Il Sacrificio ed il Dolore sono necessari al Mutamento di Forma (Trasformazione), così come è necessario il Dio-Uomo-Figlio affinché prenda il posto dei tanti maschi che prima creano la puttana e poi la mandano all’Inferno. No. C’è sempre un’altra Possibilità.