La sovranità appartiene al popolo, non allo Stato. Ecco i motivi di cotanti video e sondaggi

Da un paio di anni la comunicazione massmediatica persevera nel demonizzare il sovranismo. Non solo: le critiche negative provengono anche da chi è garante dei valori della Repubblica italiana come Mattarella o da sovrani attivi di Stati potentissimi come Papa Francesco.

Ma perché?

Partiamo dalla definizione:

sovranismo s. m. Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione.

treccani.it

“Difesa della sovranità nazionale”. Vorrebbero far credere si tratti quasi di valori fascisti, autoritari, tipici tutt’al più di “regimi” come la Cina o la Russia. E sebbene l’ascoltatore medio sia pigro, qualcheduno un po’ più oculato ha fatto notare che l’articolo primo della Costituzione nostrana contempli la sovranità. Non è un discorso di politica quanto di pilastri giuridici.

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

art. 1 Cost

L’imposizione della separazione dei poteri e la supremazia della legge su tutti gli altri poteri pubblici fu pertanto affermato dal neoentrato concetto di Stato di diritto liberale che intese fondare i suoi cardini sul primato della carta costituzionale.

La democrazia era quindi il metodo attraverso il quale garantire il gioco politico dei partiti, esercitata tramite il modello rappresentativo e quello diretto.

Un regime è democratico se la sovranità appartiene al popolo, non allo Stato o alla Nazione. I cittadini detengono il potere politico, esercitato secondo modalità democratiche e leggi elettorali a essa confacente tali da rispettare l’alternanza del principio di alternanza.

È possibile distogliere i cittadini dal sovranismo?

La tematica è vecchia di decenni. Nel 2008, il Ministro delle Comunicazioni venne condannato dall’Unione Europea per non aver garantito il pluralismo, abusando di video e sondaggi.

Continua ad avvenir tutt’oggi con l’avvento dei social. La sondocrazia – ovvero un abuso di utilizzo di sondaggi per indirizzare i cittadini verso scelte aprioristicamente non individuate dalle élites – e la videocrazia – notiziari, video web et similia atti a distogliere l’attenzione e a veicolarla verso pochi e martellanti tematiche – sono il vero cancro della democrazia. E soprattutto dei cittadini, a cui viene sovente condannato anche solo il ricordarsi dell’articolo 1 della loro Costituzione.