Ma quale patata bollente: la crisi aumenta il numero dei verginelli che temono la prima volta

Forse è vero: un tempo c’erano maggiori prospettive di vita e quindi maggiore era l’inclinazione a figliare. Inclinati o meno, l’istinto biologico a crear vita è alla base dell’impulso sessuale (con le dovute eccezioni), motivo per il quale la popolazione mondiale è sì aumentata a quasi otto miliardi di unità ma con la doverosa specifica: tendono a figliare più le vecchie generazioni che le nuove.

Il motivo è facilmente intuibile e risiede nelle inferiori possibilità di avere una vita stabile. Per molti, la triade casa – lavoro – famiglia è un miraggio, e più si scende in Italia, maggiore è il tasso di povertà che incide negativamente sul dato.

Ma c’è di più. In una era in cui si pensava si potesse essere ossessionati dal sesso, il trend è fornicare meno.

E ci riferiamo a uno studio compiuto negli ultimi 10 anni dai Centers for Disease Control and Prevention i quali hanno evidenziato i seguenti dati: molti i ragazzi dai 15 ai 24 che non hanno ancora vissuto la loro “prima volta”. 27 maschi e 29 femmine su 100, intervistati fra il 2006 e il 2008, dichiarano di essere ancora vergini.

Addirittura l’1,3% degli uomini e lo 0,4% delle donne sceglierebbero di restare vergini. Sempre secondo lo studio, oltre ai fattori sociali si sarebbero da aggiungere i sempre più frequenti messaggi massmediatici a prendere preacauzione, che finirebbero per spaventare certuni uditori.