Ma quale repubblica fondata sul lavoro. Qua è tutto un deserto

C’è una domanda centrale e fondamentale che viene ripetuta e onorata spesso quando si è bambini.
Cosa farai da grande?
Ognuno, maschio o femmina che sia, ha la sua idea e il suo sogno. Maestra, medico, scrittore, pompiere ecc. Pieni di speranze, diventando grandi, si studia e si fanno sacrifici oppure si segue solo la scia del momento, ma comunque si auspica in un lieto fine, nella realizzazione di questo obbiettivo e perché “chi sceglie il lavoro che ama non lavorerà neanche un giorno in tutta la sua vita”.
Nell’Italia di questo ultimo ventennio, ormai, è davvero difficile realizzare i propri sogni lavorativi. Si studia tanto e con fatica, il diploma non basta, la laurea l’hanno presa tutti, si punta alla specialistica, si aggiungono master e corsi, si lavora persino gratis attraverso tirocini solo per avere il tanto agognato lavoro dei peculiari sogni.<br>In Italia il tasso di disoccupazione generale ammonta al 9,8%, ma tra i giovani supera il 30%, un dato davvero allarmante per una nazione evoluta dell’occidente.
Cosa possono fare ora questi giovani ricchi di speranze per il futuro?
È certo che i problemi sono all’apice, nelle istituzioni che mandano sempre più tardi le persone in pensione e che non incentivano le assunzioni, ma anche i datori non aiutano. Molti di loro sfruttano i tirocini per avere manodopera sottopagata o addirittura gratis, per poi rigettare le persone per la strada appena finiscono i giorni e i contributi statali. Si servono, anche, del fatto che la maggior parte dei ragazzi sono “ricattabili” e accettano qualsiasi cosa pur di sbarcare il lunario, avere un minimo di esperienza o, alla peggio, cercare di arrivare alla fine del mese vivendo una vita preoccupante ogni giorno per tutto.
Riusciranno ad avere il cibo sulla tavola a ogni pasto? Riusciranno a pagare il riscaldamento, le bollette e tutto ciò che è necessario per vivere una vita dignitosa?
Vivere in questo tempo è difficile, noi necessitiamo di tante cose spesso inutili e futili, ma che vogliamo e desideriamo per noi e per la nostra famiglia. Abbiamo quindi bisogno di uno stipendio decente e degno di questo nome. In tanti sognano il posto fisso e statale, ci siamo mai chiesti perché? Una volta entrati ci si sente sicuri. Ferie ( indispensabili se non si vuole impazzire), maternità ( determinante per una donna che vuole godere e riprendersi nei primi mesi delicati dopo la nascita di un bambino), permessi e tutto ciò che è sostanziale per vivere al meglio la sola vita che abbiamo. Forse daremo via il lavoro dei sogni per uno inadeguato statale, così da rientrare ogni giorno a casa dalla propria famiglia contenti di poter dare ciò che riteniamo essenziale, ma soprattutto per spendere al meglio l’inestimabile tempo senza ansie e preoccupazioni. Senza fretta e felici potremo, forse, godere di questa esigua esistenza.

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