Paradosso covid: imprenditori incarcerati, detenuti vaccinati, ma la popolazione aumenta

Nel momento in cui stai leggendo queste parole, la popolazione ha raggiunto quota 7 miliardi e novecento milioni. Le nascite, sempre nel momento in cui leggi, saranno sulle 190mila, con circa 75mila decessi registrati in tutto il mondo.

È abbastanza chiaro che siamo in periodo pandemico, il che implichi il sovraffollamento dei reparti ospedalieri causa Sars-CoV-2.

pandemia Epidemia con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territori e continenti. La p. può dirsi realizzata soltanto in presenza di queste tre condizioni: un organismo altamente virulento, mancanza di immunizzazione specifica nell’uomo e possibilità di trasmissione da uomo a uomo

Treccani.it

Chi più, chi meno, tutti hanno insito il concetto di salvaguardia della salute personale. Nella nostra Costituzione ad esempio è contemplato il diritto alla salute attraverso i due commi dell’articolo 32 che recita testualmente:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Giustamente, i governi, ascoltando le disposizioni igienico-sanitarie emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, propongono restrizioni alle libertà personali dei propri cittadini, dimostrando sia quanto fu falso quell’essere cittadini del mondo di ateniese memoria, sia che i confini continuano ad essere un elemento fondamentale per la sussistenza del concetto di Stato e dei suoi tre pilastri territorio, popolo e ordinamento giuridico.

Fondamentale ricordarsene poiché, quando c’è di mezzo la salute, non si scherza. I continui aggiornamenti sui dati posti in essere dalle autorità governative ci informano che il virus sia letale. Se così non fosse, non ci sarebbero grossi problemi in materia di vaccini e limitazioni della libertà di spostamento (peraltro, pilastro del diritto comunitario).

Beninteso che il sottoscritto non abbia i mezzi culturali per stabilire se un virus esista o meno, non resta che rispettare i DPCM dell’esecutivo. Rispettare ma non obbedire. L’obbedienza è un concetto che, dai tempi dello scandalo della P2, poco piace in Italia in quanto collegato alle associazioni massoniche o alla triade “credere, obbedire, combattere” di mussoliniana memoria. Ironie a parte, la legge è la bussola del popolo, senza cui vi sarebbe caos (e non anarchia, come erroneamente si ammette).

Ciò non significa però che porsi delle domande sia sbagliato. Anzi, baluardo della civiltà è il confronto e la proposizione di nuove idee, per quanto sbilenche possano apparire. La confutazione, occorrerebbe ricordare, fu uno dei pilastri del filosofare sofista, e da lì in poi noi occidentali ponemmo le basi dei grandi e gloriosi ordinamenti giuridici dei secoli a venire.

Ci dicono quindi che occorra salvaguardare la salute di tutti. Ed è giusto. Non esistono cittadini di serie A altri di serie B in un contesto in cui la cittadinanza viene imposta dalla nascita e non confermata al compimento del diciottesimo anno di età. Anno in cui il soggetto, acquisendo la capacità di intendere e di volere, dovrebbe esser capace di confermare o meno l’appartenenza a uno Stato. Ma è la prassi.

La comunicazione degli Stati è abbastanza chiara: rispettate le norme che noi poniamo in essere, o muoiono tutti. E, ripetiamo, qui nessuno auspica il decesso di nessuno, nemmeno dello sconosciuto. Tuttavia, se non ricordo male, siamo stati bombardati alle medie col concetto del sovraffollamento del pianeta Terra, evidenziando come in cento anni la popolazione mondiale fosse passata da due miliardi a circa otto miliardi di fine 2020.

L’educazione scolastica – ovvero il sistema pseudoculturale che lo Stato impone ai suoi cittadini per alfabetizzarli – ci dice quindi che il sovraffollamento del pianeta sia un problema per due motivi: il primo è economico e coincide con lo sfamare tutti, il secondo è di residenza ovvero di “stare”, di crearsi una famiglia o di vivere in un determinato luogo in maniera più o meno piacevole. “Stando”, per l’appunto, ovvero “non migrando” di continuo.

Noi sappiamo anche che il cibo prodotto nel solo occidente è sufficiente a sfamare la popolazione mondiale sino a quota 25 miliardi di abitanti. È pur vero che la statistica sia del tutto inutile in quanto il cibo è prodotto non da entità statali o devine ma da imprenditori, ovvero soggetti che fanno dell’attività d’impresa – e del profitto – la ratio del vivere, quindi tutt’al più ci si può appellare al concetto di donazione morale, ma non esiste alcun dovere a sfamare tutti. A meno che, ripeto, non si sia una entità sovragovernativa (e quindi potenzialmente libera di creare una impresa che sfami tutti).

Se però da un lato ci dicono che il benefattore avrà le porte del paradiso aperte, dall’altro ci informano che la popolazione non deve diminuire. Anzi, più siamo, meglio è. poi però li sfamiamo con la manna, ma fa niente.

Qui non si auspica né la diminuzione né l’aumento della popolazione. SI mette solo in evidenza il paradosso dell’educazione scolastica che prima ci informava del dover usare i preservativi per non figliare stile coniglietti, poi che dobbiamo salvare tutti in quanto esiste una pandemia.

Questa pandemia – che reputiamo vera non possedendo gli adeguati mezzi biologici per asserire il contrario – sarebbe mortale. E noi crediamo anche a questo.

Però poi leggiamo che la popolazione mondiale abbia raggiunto quota 8 miliardi, che i morti totali siano stati 57 milioni a fronte di 138milioni di nascite, che i decessi nel mondo per coronavirus siano stati un milione e ottocento mila, con duemiliardi e mezzo di morti per alcolismo e 5 milioni per cancro da agenti fumogeni, calcoliamo che la popolazione – in piena epidemia – sia cresciuta di altri 79milioni, e un po’ ci incazziamo.

Ad ogni modo, nei dieci minuti trascorsi a leggere questo articolo, le spese globali per la Sanità hanno raggiunto (solo oggi) quota 10 miliardi, l’educazione a stento 5, e le armi 2. Chissà.

Al contempo, scoppia l’emergenza nelle carceri. In generale, la preoccupazione è rivolta a tutti coloro i quali sono costretti a stare rinchiusi in luoghi sovraffollati. I governi però se ne fregano, e mentre fuori dobbiamo stare distanziati due metri, in cella si sarebbe liberi di ammalarsi. Più malati in carcere, più reparti ospedalieri occupati.

Ma se la crisi esiste, perché l’esecutivo non bada alla questione? Amnistia generalizzata? Dipende dai reati commessi. Ma è tutto un paradosso. Peggio di chi difenderebbe i diritti dei detenuti proponendo di vaccinarli violando la libertà di scelta e di identità, e spalancando le porte alle Big Pharma.

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