Perché i napoletani odiano Cruciani e non i delinquenti che aggredirono il rider? – VIDEO –

Tutti contro Giuseppe Cruciani, ma non aveva tutti i torti. Il conduttore de La Zanzara non ci sta e torna alla carica contro i delinquenti napoletani che scipparono il rider. “Solo a Napoli si vedono certe cose”. E il mondo del web si mobilita.

Tra chi auspica la chiusura del programma e chi vorrebbe la testa del buon Giuseppe, nessuno osa dire ciò che in tanti, se non tutti, pensano. Napoli è una città che fornisce al mondo giornalistico notizie tra il paradossale e l’esilarante.

Un rider di 50 anni che svolge il suo lavoro per portare il pane a casa non può esser rapinato, in quel modo per di più. C’è un codice anche per esser delinquenti, a meno che l’unica conoscenza del crimine sia avvenuta attraverso Gomorra.

Un po’ come quando la mafia non toccava i bambini. Inutile girarci attorno, quei ragazzini commisero un reato schifoso. Peraltro contro un loro paesano, dimostrando che i meridionali siano davvero egualitari, non discriminando nessuno. Anche nel commettere i reati.

Ma c’è di più. Cruciani è da sempre insultato a La Zanzara, e son quasi sempre napoletani i suoi odiatori. Napoli è una città che sa odiare, e pure bene. Già il sol sentimento anti-italiano con correlati fischi all’Inno di Mameli la dice lunga sulla loro incapacità di sentirsi cives dello Stato nostrano.

Non possiamo fare di tutta l’erba un fascio, anche perché, de ‘sti tempi, nominare il fascio significa fare la fine di Libero e Le frasi di Osho. Ma se è vero che non tutti i napoletani son teppistelli, è altrettanto vero che molti teppistelli napoletani siano cagasotto di quartiere che usciti dai loro vicoletti le prendono di santa ragione.

Giuridicamente parlando, per Dio.