Porto Torres: gattile sgomberato in favore di uffici portuali. Le volontarie: “Che fine faranno i gatti?”

All’interno del comune di Porto Torres, in provincia di Sassari, nel 2013 è nata un’associazione senza scopo di lucro che si prende cura dei gatti randagi: “Gli Amici di Maia“.


Due volontarie crearono l’associazione per riconoscere il loro impegno verso quei gatti che inizialmente si trovavano all’interno del porto della città. Quello, oltre che per il traffico delle auto e dei camion, non è un posto ideale per la vita di un gatto tra le intemperie, i parti sulle rocce, la complessità nel recuperare i cuccioletti o qualche gatto ferito e la chiusura di alcune zone ai civili.

Panoramica interna della struttura. Come visibile, i gatti sono in perfetto stato di salute le condizioni igieniche sono pressoché eccellenti

Dopo 2 anni di grandi difficoltà per riuscire ad aiutare questa colonia in crescita, le volontarie hanno deciso nel 2015 di occupare una struttura abbandonata che sarebbe dovuta diventare un mercato ittico. Inizialmente presero una sola stanza, ma negli anni tra segnalazioni, ritrovamenti e cucciolate, i gatti sono diventati 80 e l’occupazione si è estesa a tutto il piano.


La struttura è composta da due piani e il gattile occupa solo il piano terra ed è suddiviso in zone, tutte curate e pulite dalle volontarie, grazie alle donazioni e ai sacrifici delle stesse.
I gatti, oltre che essere sfamati, ricevono cure veterinarie e vengono tutti sterilizzati così da non incrementare in modo incontrollabile le nascite.


Il comune della città è al corrente dell’occupazione di questo locale. Le varie amministrazioni che si sono susseguite non sono riuscite a trovare una sistemazione migliore, preoccupandosi ben poco degli 80 gatti curati e ignorando del tutto la legge Regionale n’ 21 che mette a disposizione del comune fondi e strumenti per crearlo e tenerlo vivo nel rispetto della legge.


Le spese annuali sono dichiarate delle stesse sono : 9000 euro circa per cibo e lettiere, 5000 euro circa per le spese veterinarie e 1000 euro circa di spese extra impreviste , per un totale di 15000 euro circa annuali ricavati dai sacrifici economici degli associati, dalle donazioni, lotterie, vendita di oggetti creati dalle volontarie stesse e un contributo annuale dato dal comune di Porto Torres.


La struttura occupata è stata messa in sicurezza dai volontari e salvata dai vandali, 8 persone volenterose che ogni giorno, festività comprese, per almeno 4 ore, si occupano di tutti i gatti. Puliscono le lettiere, presenti in grandi quantità lungo tutto l’edificio, sfamano i gatti e li coccolano quanto più possibile.


Circa due anni fa, il comune di Porto Torres ha indetto una gara d’appalto per riassegnare il locale. La struttura nei prossimi mesi diverrà un ufficio dell’autorità portuale, una sede per i barcaioli e un ufficio Asl. Nessuno però pare preoccuparsi di questi 80 gatti che ormai vivono la loro vita sereni e curati tra quelle mura. I volontari si impegnano sempre per dare in adozione controllata più gatti possibili, ma quelli che entrano sono sempre di più di quelli che riescono a trovare una famiglia.


Appena i lavori inizieranno tutti verranno ributtati in strada tra i pericoli, senza nessuna mano gentile che si prenda cura di loro.
Ricordiamoci però che : “ Ogni Sindaco risulta responsabile e proprietario ( nel caso non risultano proprietà di terzi) degli animali d’affezione rinvenuti nel proprio territorio” ( Codice Civile Art 927 ). Par dunque anomalo che si intraprenda questa via, che rappresenterebbe per giunta un illecito.

Che fine faranno, dunque, i gatti ospitati? Perché le autorità comunali, dopo aver indetto apposito bando, tacciono sulla nuova ubicazione del gattile? Nessuno vorrebbe pensare che, in realtà non vi sia alcuna progettualità in tal senso.


“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui vengono trattati i suoi animali” ( Mahatma Gandhi)


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