Recovery Plan: ok dare slancio all’economia, ma se si fallisce, chi pagherà il conto?

Con la disoccupazione interna al 9.8% e quella europea al 7.4%, occorre porsi due quesiti: come ne usciremo e di chi saranno le responsabilità di cotanto sfacelo.

In attesa di capire la effettiva suddivisione del Recovery Plan e di che morte dovrà morire l’attuale esecutivo, bisogna tenere a mente che l’attuale crisi economica e pandemica abbia cagionato milioni di posti di lavori persi.

I più danneggiati, secondo Eurostat, i contratti a lungo termine, quasi totalmente spariti nel centrosud. Aumenta pure il numero di lavoratori in nero, ben 4.5 milioni.

Sdoganiamo anzitutto una diceria. Gli USA, in questo momento, non c’entrano nulla. Forse alcune operazioni di certuni finanzieri degli anni passati contribuirono a impoverire l’Europa, ma ora v’è una forte egemonia della Germania che fa della BCE ciò che vuole, e senza mezzi termini.

L’accettazione pressoché mutua del piano di aiuti di Bruxelles – per l’Italia circa 220 miliardi – potrebbe dare uno slancio all’economia nel medio e nel lungo periodo, a patto che si adoperino concetti keynesiani, e non estrapolazioni post-capitalistiche che cadono nel finanziarismo più ignoto.

Allo stato attuale, “costretti” come siamo ad accettare gli aiuti – e quindi a rinvestirli in maniera (si spera) adeguata -, il vero problema è di chi sarà la responsabilità del fallimento laddove dovessimo indebitarci senza capacità di restituire il debito.

Quando vi fu la nota caduta della borsa del ’29 cagionando 14 milioni di disoccupati in Europa e 15 negli States, tutti provarono a colpevolizzarli, ma costoro furono abili, attraverso le politiche estere d’invasione, a non farsi accusare né d’aver governato in maniera irresponsabile, né di aver abbandonato l’Europa (e non solo) sebbene la borsa fosse crollata per motivi di loro politica interna.

In Italia, invece, cosa accadrà? Chi si accollerà il debito non solo economico ma anche morale? Facile parlare di slancio, così come facilissimo indebitarsi e colpevolizzare l’indebitato per le sue eventuali incapacità di far fruttare il debitum. La classe politica ha questo compito. E ora che si vociferano nuove composizioni governative, la preoccupazione è che noi tutti possiamo scordarci di Conte e grillini vari.