Ripulito il fondale di Follonica dalle balle sversate, ma il problema è di tutti. Ecco gli effetti sul consumatore di pesce

Dal suo account istituzionale il Ministro per l’Ambiente Sergio Costa intende ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito a ripulire i fondali di Follonica, cittadina toscana in provincia di Grosseto, ricordando cosa accadde nel 2015.

“Un’imbarcazione gettò in mare 56 balle di rifiuti (principalmente di plastica) di una tonnellata l’una. Sono rimaste nel fondale per 5 anni e tra rimpalli amministrativi e burocratici la situazione era ferma. Nel frattempo le balle si sfaldavano rilasciando rifiuti nel mare. Dal mio primo giorno da Ministro aggiunge – ho promesso alla cittadinanza che avrei risolto il problema. “

Il ministro nominò subito l’ammiraglio Aurelio Caligiore, comandante del Reparto ambientale marino quale commissario e, grazie al lavoro della Guardia Costiera, in condizioni impervie, hanno localizzato le balle. “La scorsa estate, come qualcuno di voi ricorderà, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale grazie alla Protezione Civile e, con l’apporto della Marina Militare, in pochi mesi le operazioni sono concluse, le balle localizzate sono state recuperate e portate a riva.”

“Ne sono rimaste alcune ma non ancora localizzate. I fondali sono molto profondi e il maltempo e la stagione avversa non aiutano e non consentono il prosieguo delle operazioni ma, nel contempo, non possiamo consentire che il golfo e il mare rischino una contaminazione da sfaldamento e una dispersione incontrollata della plastica contenuta nelle rimanenti balle. Per tale motivo abbiamo chiesto e ottenuto che per altri sei mesi sia ancora aperta l’assistenza e il ristoro per i pescatori del Golfo di Follonica. Sarà il RAM, il Reparto ambientale marino della Guardia Costiera, a seguire con la massima attenzione ogni possibile avvistamento. Nel frattempo, stanno partendo in questi giorni i bonifici per le imprese di pesce che hanno collaborato nei mesi scorsi al recupero delle balle. Voglio ringraziare l’ammiraglio Aurelio Caligiore che ha seguito tutta la vicenda dal primo giorno nel mio insediamento.Il mare e la sua biodiversità sono una mia priorità. Non abbasseremo la guardia per proteggere il più possibile li mare, tutto l’ecosistema e l’economia che da esso deriva.”

Quello dell’inquinamento delle acque è un gravissimo problema, sensibilizzato sia dalle organizzazioni per l’ambiente quanto dal ministero. Si stima che a causa dei processi di inquinamento, le falde acquifere nostrane ne risentano in maniera copiosa, finendo persino per divenire inutilizzabili.

È il caso di Follonica. Bisognerebbe pensare che, laddove si gettino in mare balle di rifiuti, si rischia di danneggiare indelebilmente i fondali e la fauna ittica, costretta non di rado nutrirsi di scarti plastici e metallici, autocondannandosi alla morte.

Non solo. È un danno anche per il mercato ittico. La diffusione a mezzo web di pesci e molluschi acquistati, finiti sulle tavole degli italiani, con plastiche e metalli nello stomaco, sono oramai rinvenibili con un semplice clic, riducendo sensibilmente la fiducia verso la pesca in mare aperto e creando un consumatore sempre più propenso ad acquistare cibo presso i più sicuri allevamenti.

E pazienza se si abbassa la qualità della carne. Meglio qualche proteina meno nobile che una linguetta di Coca in gola.