Roberto Saviano, Ugo Clemente al vetriolo: “Notorietà grazie a un plagio”. Udienza il 27/09

“La questione è più ampia di come Saviano e Mondadori la rappresentano. Prima di ‘Gomorra’ Saviano era un assiduo frequentatore della nostra redazione. Grazie ai buoni uffici di qualche cronista ha avuto a disposizione il nostro archivio e ha potuto così apprendere la storia criminale di Napoli e Caserta dei 10 anni precedenti”.

Così Ugo Clemente, direttore editoriale di Cronache di Napoli e di Caserta, in un’intervista rilasciata all’AdnKronos, in merito alla rideterminazione delle somme che Roberto Saviano e la Mondadori dovranno alla Libra Editrice, con prima udienza fissata il prossimo 27 settembre alla Corte d’Appello di Napoli.

“Quando ha cominciato a lavorare al romanzo non ha dovuto fare altro che rielaborare ciò che noi avevamo già scritto. Gli articoli per i quali è stato riconosciuto il plagio sono quelli che, evidentemente, non potevano essere riscritti perché se ne sarebbe perso il senso.

Parliamo di quelli in cui si racconta della struttura interna del clan, dei patti tra cosche e dell’arresto del boss Paolo di Lauro. Ma in numerosi altri casi i giudici, pur non riscontrando il plagio vero e proprio, hanno riconosciuto dettagli contenuti nel libro che erano già stati riportati in esclusiva da noi in precedenza. Insomma, possiamo dire che a parte singoli episodi di colore, l’ossatura del romanzo è materiale abilmente riciclato”.