Scelte ‘green’: l’albero di Natale vero inquina di più ed è più brutto

Giunto dicembre l’amletico quesito persiste: albero vero o finto? Impossibile non addobbare la propria casa dell’unico elemento che ricorda davvero il Natale capitalistico. Oltre alla Coca-Cola sulla tavola, s’intende. A Natale, si sa, s’è tutti più buoni. E quindi sì, anche se single, non si potrà fare a meno di piazzare un seppur mini alberello in quale angolo recondito della casa, per rallegrare il rallegrabile d’un anno nefasto ancora non terminato.

Uno studio della Coldiretti dimostra come ben otto italiani su dieci facciano l’albero, ignorandone le origini indiane. Ma, di più, in molti propenderebbero per l’albero di plastica.

Il motivo? Beh, la comodità. A nessuno vien voglia di curare quotidianamente un pino che è bello e corposo solo nei film americani mentre a noi assomiglia al fratello scemo del romano Spelacchio. Occorre un vero e proprio pollice verde tra innaffiatoio, cesoie, e la giusta esposizione solare.

A meno che non vogliate ritrovarvi sommersi di aghi di pino marroncini qua e là. Gli italiani, in questo, mantengono alto il trend degli europei, anche loro propensi alla plastica in barba alla svedesina.

Tra le motivazioni, non solo l’ignoranza sul giardinaggio. Pare infatti che molti si dispiacciano dello sradicamento del pino, dimenticando peraltro siano stati coltivati, mica presi dal bosco degli Elfi.

Ma qual è la scelta più green? Checché ne diciate, se siete degli ambientalisti, la migliore scelta resta quello di plastica. Non vi sveglierete col mal di testa in quanto di notte il pino non emetterà anidride carbonica, non andrete di bestia dovendolo pulire rischiando di pestarlo e, non meno importante secondo la Coldiretti, laddove muoia (e muore; certo che muore) non inquinerete i sacchetti dell’umido in cui lo riporrete.

Pare difatti che in molti sogliano spezzarne i rami e gettarlo o nell’umido, o nella differenziata. In realtà dovrebbe esser fatta apposita comunicazione al comune di appartenenza che provvederà, nel giorno prestabilito, a smaltirlo, o meglio ancora dovrebbe esser affidato a uno dei centinaia di vivai sparsi sul territorio italiano con la funzione proprio di salvare il salvabile. E di render concime il concimabile.

E se non hai ancora acquistato il tuo albero, clicca qui!

https://www.amazon.it/dp/B08DSB9PY5?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_avid3747040