Transizione Ecologica, la Redazione de Il Piantagrane Magazine aveva previsto tutto

Era fine dicembre 2019 quando alcuni componenti di quella che sarebbe divenuta la squadra de Il Piantagrane Magazine, da buoni osservatori, si scambiavano opinioni – epistolarmente – su diversi e disparati argomenti contemporanei. Fra i quali, essendo sensibili all’ambiente in cui ci troviamo, quello relativo alle emissioni da combustibili e le decisioni delle majors economico-finanziarie.

Emissioni, eliminare le navi cargo non gli autoveicoli.

Così recitava il titolo di una corrispondenza.

[ La provocazione del titolo si riallaccia alla solerzia di diversi sindaci che stanno precludendo l’accesso in talune aree metropolitane agli autoveicoli diesel. La vulgata green sta pian piano prendendo forma, ma vediamo nello specifico la situazione globale, circa le emissioni da combustibili diesel.

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Le navi porta container trasportano circa l’80% del commercio mondiale e vengono alimentate da un olio combustibile chiamato BunkerOil, un idrocarburo ben lontano dalla raffinazione di benzina e gasolio. 

Se si confrontasero le emissioni di una grande nave cargo rispetto ad un’automobile, in termini di zolfo e ossido di azoto, il danno procurato dalla prima è pari a 50.000.000 (50 milioni!) di vetture.

Le normative prevedono che le automobili a gasolio, per essere omologate, non debbano emettere più di 10-15 ppm (parti per milione di zolfo), a seconda dell’area geografica, mentre alle navi sono concesse dalle 3.000 alle 3.500 ppm come stabilito dall’IMO (International Maritime Organization).

Bastano 15/20 di queste navi per inquinare quanto tutto il parco auto mondiale! Ed il bello è che al mondo ve ne sono 97.000!

I trasporti via terra con autoveicoli (di qualsiasi genere) sono responsabili per un totale di solo il 3% delle emissioni mondiali delle sostanze di cui sopra, come da HDMotori del Gruppo HD Network, riconosciuto come il maggiore blog in ambito di discussione su innovazione tecnologica.

Vi è un protocollo internazionale sottoscritto dall’IMO, per cui, a partire dal 2020, il parco navi cargo dovrà passare (integralmente entro il 2050) al 70% in meno di emissioni rispetto ad oggi.

Come è fattibile ciò? O le 97.000 navi cargo, il parco attualmente presente sul globo terracqueo, installeranno dei megacatalizzatori (cosa assai assai costosa) o si passerà dal bunker oil al gnl o al biofuel (ma da soli non sono sufficienti), oppure al diesel per autotrazione, quello vero e proprio adoperato oggi da automobili camion bus etc etc. Notizia riportata anche da Il Sole 24 ore e dal sito di libera informazione economico – finanziaria Money.

Il costo del Bunker Oil va dai 409 $ MT [MT = Metric Ton (USA)], unità di misura della massa = 1.000 kg, circa 1.200 litri) di Rotterdam ai 506 $ MT di Singapore; una media di 35 centesimi di dollaro al litro, cioè 32 cent. di €. (Fonte: Borsa Internazionale del Bunker Oil).

Risultato immagini per bunker oil

Il gasolio da autotrazione attualmente sta (non in raffineria ma dai grossisti del mercato parallelo) a 49 cent di euro al litro, (Fonte: MiSE e Confetra aggionati all’8 febbraio 2021), cioè 62 cent. $, il 67% in più del combustibile marittimo attuale. Si evince che sarà una rivoluzione epocale, per cui al consumatore va fatto credere che solo i propri usi e costumi siano inquinanti (classico modus operandi di attribuire sensi di colpa e di inadeguatezza alla massa).

Nel frattempo le lobbies finanziarie internazionali, per la cosiddetta Rivoluzione Green, si preparano ad investire centinaia e centinaia di miliardi di dollari/euro, creati e immessi dal nulla, sottratti da altre voci di spesa, in primis da quelle che sono i fondamenti di ogni Paese/Nazione, ossia lo Stato Sociale, l’occupazione, la prosperità dei Popoli.

Senza considerare che stessi Fondi, Trust, Banche d’Affari transnazionali, sono le maggiori compagini azionarie di certe compagnie di trasporto cargo. Vale a dire che l’ammodernamento di questo mezzo di trasporto merci (ribadiamo che l’80% della movimentazione mondiale viaggia per mare), verrà fatto pagare e sudare, tanto per cambiare, alle singole collettività di Stati e Nazioni.

Poi sottolineiamo come il famigerato anno 2050, quello che emerge dalle fonti  – non di ultima data – riportate circa l’adeguamento delle navi cargo, corrisponda come orizzonte temporale a quello emerso sui media mainstream per la “Nuova Rivoluzione Industriale Sostenibile“, per cui si stanzieranno 1.000 miliardi di Euro, distratti all’economia quotidiana. A pensar male si fa peccato, ma spesso si fa centro.

Pubblicato da Emanuele Vecchi

Ciclismo dagli 8 ai 18 anni; Ufficiale Esercito Italiano per 3 anni, con grado di Tenente (Capitano Riservista); Assistente Turistico per noto Tour Operator; Collaborazioni da pubblicista con giornali locali (Marche); Competenze Professionali: 'Personale e Organizzazione - Relazioni Industriali', Controllo di Gestione, Commerciale e Coordinamento Rete Vendita Indiretta, Consulente Aziendale in Finanza Agevolata, Bandi e Contributi Pubblici, Organizzazione Reti Commerciali ed Export. Master 2° livello in Marketing. Spagnolo "Avanzado" C1, Inglese "Upper Intermediate" B2; Corso da Sommelier 1° livello (base).

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