Zaki, violata la non ingerenza nei confronti di uno Stato democratico

Su Zaki n’è stata detta una in più del diavolo. Ma la situazione è abbastanza più complessa e sviscerabile in diverse aree graduali.

La vicenda

Il 7 febbraio 2020, Patrick Zaki, classe ’91, è arrestato dalle autorità egiziane dopo lo sbarco a Il Cairo. Il motivo? Lo studente egiziano, presso l’Università di Bologna, è accusato di spionaggio, incitamento a proteste incivili tramite l’associazione Egyptia Iniziative for Personal Rights, divulgazione di false notizie sullo Stato egiziano e propaganda terroristica.

I servizi segreti locali sono certi di un legame tra il giovine e la famiglia di Giulio Regeni, perseverando dunque nella tesi di tentativi di spionaggio avversi allo Stato egiziano.

Secondo il suo legale, Zaki avrebbe subito torture corporee vietate dal diritto internazionale.

La Comunità Internazionale

Il primo ottobre 2020, 26 eurodeputati italiani hanno scritto all’ambasciatore italiano in Egitto, dottor Giampaolo Cantini, affinché prendesse immediate posizioni per provvedere alla scarcerazione in quanto sarebbero stati violati i diritti umani e i pilastri fondamentali su cui poggiano i valori dell’Unione Europea.

Zaki è difatti sottoposto a detenzione preventiva.

Il Parlamento Italiano

L’intero Senato, ad eccezione di Giorgia Meloni, ha ieri votato in favore della concessione della cittadinanza a Zaki, nel tentativo di sollevare una questione internazionale nei confronti non solo di un essere umano, ma di un cittadino italiano all’estero.

Astenuto il partito della Meloni, scettica sulla risoluzione parlamentare e certa che si stesse creando un caso diplomatico, violando peraltro il principio di non ingerenza.

Giuridicità

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge

art. 10 Cost, comma 2

I Costituenti, in sostanza, riconobbero il diritto di rifugiarsi in Italia laddove nel proprio Paese siano violate le libertà liberali. Lo scopo è dunque tutelare i cittadini stranieri dagli Stati non democratici.

Sistema politico egiziano

Lo Stato, con capitale Il Cairo, è una Repubblica semipresidenziale. È pertanto una forma di governo democratica rappresentativa. Pertanto il primo ministro è eletto direttamente dal popolo e ne è direttamente responsabile, assieme al Governo rappresentato, in quanto espressione della maggioranza democratica.

Tra gli Stati semipresidenziali abbiamo anche la Francia, la Polonia, il Portogallo, la Tunisia, la Romania, la Lituania e, con qualche riserva, la Russia putiniana.

Conclusioni

Il Parlamento italiano, avallato dalla istituzione vivente della senatrice Liliana Segre la stessa del vaccino ai detenuti -, ha dunque concesso cittadinanza, e protezione, a uno straniero (egiziano), studente in Università italiana, accusato dal suo Stato di una serie di reati (vedi sopra) per i quali la magistratura italiana non può entrare nel merito, figuriamoci il Parlamento.

Proprio l’art. 10 Cost poggia sulla condicio sine qua non del reato politico, le cui definizioni appaiono tutt’oggi poco chiari, parziali e persino difettose.

reato politico: che offende un interesse politico dello Stato ovvero un diritto politico del cittadino. È altresì considerato delitto politico il delitto comune determinato, in tutto o in parte, da motivi politici

definizione di reato politico, art. 8 c.p.

Ovvero la questione di legittimità segue il pensiero dei suoi tempi.

L’Italia ha pertanto violato ampiamente il principio di non ingerenza dello Stato egiziano.

Esattamente come fecero, dal ’46 in poi, i membri del Mossad, andando a caccia di nazisti tra Palestina e Argentina, e facendo scoppiare casi diplomatici decisamente interessanti per chi abbia capito che la motivazione di qualsivoglia evento politico non sia mai a portata della massa.

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